Alternativ@Mente - a cura di Enrico Del Vescovo

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Dal Mondo

Disastro ambientale in Ecuador, ma l'Aja assolve la Chevron

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inquinamento-golfo.jpgQualcuno l'ha definito come il più grande danno ambientale della storia, superiore ai disastri BP nel Golfo del Messico e ai danni della prima Guerra del Golfo nel Persico. Sappiamo per certo quello che ci dicono i fatti e le sentenze: in Ecuador la Texaco è stata responsabile di oltre 16,8 milioni di barili dispersi nella foresta amazzonica, con oltre 1 milione di ettari disboscati, danni incalcolabili alla vegetazione, inquinamento delle falde acquifere e danni alla salute di diverse generazioni. Dopo un lungo iter, nel Novembre 2012, la Corte di Sucumbios in Ecuador ha condannato la Chevron (che intanto nel 2001 ha acquistato la Texaco) a pagare 9 miliardi di dollari alle popolazioni colpite dai danni dell'estrazione petrolifera, che sono diventati 18 per il rifiuto della compagnia di chiedere pubbliche scuse.

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Massacro in Egitto

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cairo-8-luglio-6.jpgIl precipitare della situazione in Egitto obbliga tutte le persone di buona volontà alla riflessione ed alla denuncia aperta. Per questo Alternativ@Mente pubblica il seguente articolo che ci sembra illuminante anche se, forse, per certi versi,  persino troppo equilibrato. Enrico Del Vescovo.

di Alfonso Gianni

Come già nel caso della Siria - ci fermiamo qui senza retrocedere oltre per carità di patria - il mondo osserva attonito e impotente i nuovi massacri in atto in Egitto. Diversi cercano di fornire interpretazioni che servano da guida per eventuali atteggiamenti e comportamenti. Ma francamente nessuna di queste interpretazioni appare completamente convincente.

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India: l'industria locale potrà produrre il farmaco anti-cancro low-cost della Novartis

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farmaci.jpgdi Enrico Del Vescovo.

Da parecchi anni ormai le industrie multinazionali farmaceutiche sono in causa con l'industria locale dei paesi del Sud del mondo per la questione dei brevetti. Un caso eclatante è senza dubbio quello che ha opposto la multinazionale svizzera Novartis contro una industria locale in India. L'ANSA riporta oggi la notizia che la Corte Suprema  indiana ha respinto il ricorso dell'industria farmaceutica svizzera relativo al brevetto del  farmaco anti tumore. I giudici hanno deciso che l'industria locale ha il diritto di produrre il medicinale Glivec come farmaco  a basso costo in nome del diritto alla salute della popolazione.

 

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Il rogo di Karachi ( Pakistan): 300 lavoratori morti e nessuno ne ha parlato.

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cosa-rossa.jpgRiceviamo e volentieri pubblichiamo.

di Debora Lucchetti

Senza trasparenza, nessuna giustizia per la vittime del rogo di Karachi L'11 settembre scorso: quasi 300 lavoratori morirono per l'incendio di una fabbrica tessile in Pakistan, la Ali Enterprises. Solo un mese prima l'impresa aveva ottenuto la "prestigiosa" SA8000: l'ente italiano Rina "certificava" la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. A un mese dalla tragedia, però, non si è fatta luce sulla vicenda né sono stati resi pubblici i nomi dei fornitori.

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La ribellione in America contro Wall Street.

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indignados americani.jpgLa rabbia degli indignados arriva in Usa, 700 arresti a New York. Centinaia di fermi per un sit-in pacifico. A New York gli “indignados” Usa protestano da settimane contro lo strapotere della finanza. Manifestazioni anche a Boston. Si allarga la protesta degli “indignados” in Usa contro le banche, Wall Street e la “dittatura della finanza”. La città più “calda” è New York dove la polizia sabato ha arrestato 700 manifestanti (quasi tutti rilasciati ieri) che hanno tentato di bloccare il ponte di Brooklyn. I fermi sono scattati quando la manifestazione (partita dallo Zuccotti Park, nel cuore di Manhattan, occupato dagli indignados dal 17 settembre) è arrivata sul ponte simbolo della Grande Mela: i manifestanti hanno cercato di fermare la circolazione e circa 700 sono stati arrestati per “turbamento della quiete pubblica”.

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Nascerà lo stato Palestinese?

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palestina889.jpg di Massimo Ragnedda

Dopo sessant’anni di guerre, di conflitti a bassa ed alta intensità, attentati, ripercussioni, rappresaglie, occupazioni militari, negoziati falliti, accordi disattesi, vedrà la luce uno stato palestinese? Un concreto passo avanti verrà mosso tra qualche giorno (il 23 settembre) da Abu Mazen quando chiederà per la Palestina lo status di «194° Stato membro delle Nazioni Unite», limitato dai confini del 4 giugno 1967 (compresi i territori occupati) e con Gerusalemme Est come capitale. Nascerà dunque finalmente uno stato palestinese? La richiesta che Abu Mazen presenterà a Ban Ki-moon da sola non basterà, anche se sono già 126 i Paesi che hanno riconosciuto la Palestina: sarebbero in tutto 140 pronti ad accettare la richiesta all’Assemblea Generale dell’Onu, dove occorre la maggioranza di due terzi per entrare come Stato osservatore. Tra questi non ci sarà l’Italia.

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La rivolta degli emarginati nelle periferie inglesi

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london-riots.jpgdi Claudio Lucia

Riportiamo la testimonianza di Claudio Lucia, un giovane italiano in Inghilterra alla ricerca di lavoro, il quale racconta a Frontiere News la sua esperienza di questi giorni nella periferia londinese, nel clima apocalittico e surreale dei “riots” della capitale britannica: "Ieri  è stato un pomeriggio solitario e non avendo nulla da fare mi sono recato in centro per scattare qualche foto (le prime, dopo tre settimane passate a cercare un lavoro). Afferro un Evening Standard – uno tra i più importanti e diffusi quotidiani gratuiti che vengono distribuiti nelle metro londinesi. Per strada chiunque ne ha una copia in mano.

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Libia: denuncia da parte di Human Right Watch

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civili-morti.jpgPubblichiamo la seguente notizia diffusa da Human Right Watch.

Bengasi, 13 lug. (TMNews) - I ribelli libici si sono resi responsabili di incendi, saccheggi e abusi su civili in occasione della loro offensiva su Tripoli da Djebel Nafusa, nell'ovest del paese: è l'accusa lanciata ieri da Human Right Watch, che ha affermato di essere stata "testimone" diretta di alcuni di questi atti. Secondo quanto riferito, tali violazioni sarebbero state compiute tra giugno e luglio, fino alla scorsa settimana. "In quattro villaggi conquistati dai ribelli tra i monti di Nafusa negli ultimi mesi, i combattenti ed i loro simpatizzanti hanno saccheggiato beni, dato alle fiamme abitazioni ed attività commerciali,

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Addio caro Vittorio

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Vittorio Arrigoni di Yousef Salman

Di sicuro i tuoi assassini  conoscevano chi eri e cosa rappresentavi.  Non è importante chi sono gli assassini e cosa rappresentano, ma alla  fine dei conti, hanno commesso un delitto e un brutale odioso assassinio. Hanno ucciso un uomo libero, un amante della libertà e della giustizia, un amico della pace e del popolo palestinese, che tu, Vittorio, hai difeso, hai amato e che hai fatto della sua causa una ragione di  esistenza e di vita. Non so chi sono e cosa rappresentano, ma so che NON sono palestinesi,  che sono un pericolo serio e costante per i palestinesi e che sono degli assassini della Palestina, della sua causa, del suo popolo e dei  suoi veri e sinceri amici.

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Registrazione del Tribunale di Velletri n.29 del 22/12/2006