| Liste di attesa infinite, oltre mille giorni di attesa |
| venerd́ 20 novembre 2009 | |
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Sono solo alcuni dei dati sulle liste di attesa contenuti nel XII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che sarà presentato ufficialmente il prossimo 6 maggio a Roma. Proprio le liste di attesa restano, infatti, i principali problemi segnalati dai cittadini al Pit Salute: rappresentano il 6,7% del totale delle segnalazioni, +1,2% rispetto allo scorso anno. Il disagio è particolarmente sentito nelle regioni del Sud: Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata in testa. Ma è un fenomeno diffuso ovunque. Seguono infatti le Marche, l'Umbria e l'Abruzzo per il Centro e, per il Nord, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Secondo Cittadinanzattiva "il piano di contenimento delle liste di attesa 2006-2008 è rimasto lettera morta. Ad esso non è seguito nessun provvedimento aggiuntivo in grado di garantire il diritto dei cittadini ad una salute in tempi certi. Un esempio per tutti: per l'intervento di protesi all'anca, che il Piano di contenimento prevedeva dovesse essere eseguito in un tempo massimo di 180 giorni, i cittadini possono aspettare anche 1080 giorni", si legge in una nota. Il settore maggiormente interessato alle 'attese' è la diagnostica con il 51% delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23%, dagli interventi chirurgici (20%) e dalla riabilitazione (6%). In tutti i casi i cittadini segnalano in primo luogo l'impossibilità di aspettare i tempi del servizio sanitario pubblico. "A rischio è la loro salute e troppo spesso sono costretti, e qualche volta anche invitati da medici/operatori, a rivolgersi al canale intramurario o privato per poter ottenere la prestazione in tempi rapidi. Un esempio: per un ecocardiogramma si aspettano 120 giorni nel canale pubblico, solo 10 in intramoenia. Resiste, infine, il fenomeno delle liste bloccate, vietate per legge: nel 5% delle segnalazioni riguarda le visite specialistiche e nel 2% gli esami diagnostici", conclude Cittadinanzattiva.
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