Liste di attesa infinite, oltre mille giorni di attesa

Data di pubblicazione: 
Venerdì 20 Novembre 2009

Cartello Ospedale Roma (Adnkronos Salute) -  720 GIORNI PER UN ECOCOLORDOPPLER, 420 PER UNA MAMMOGRAFIA, 390 GIORNI PER UNA VISITA CARDIOLOGICA. E ben 1.080 giorni per un intervento di protesi di anca, quasi tre anni. Questi i tempi di attesa a cui sono costretti molti cittadini che si rivolgono al Servizio sanitario nazionale. Non solo. Non mancano le Asl in cui, in barba alla legge che lo vieta, si chiudono le liste d'attesa, impedendo in pratica ai cittadini di prenotarsi.

Sono solo alcuni dei dati sulle liste di attesa contenuti nel XII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che sarà presentato ufficialmente il prossimo 6 maggio a Roma.

Proprio le liste di attesa restano, infatti, i principali problemi segnalati dai cittadini al Pit Salute: rappresentano il 6,7% del totale delle segnalazioni, +1,2% rispetto allo scorso anno. Il disagio è particolarmente sentito nelle regioni del Sud: Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata in testa.

Ma è un fenomeno diffuso ovunque. Seguono infatti le Marche, l'Umbria e l'Abruzzo per il Centro e, per il Nord, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Secondo Cittadinanzattiva "il piano di contenimento delle liste di attesa 2006-2008 è rimasto lettera morta.

Ad esso non è seguito nessun provvedimento aggiuntivo in grado di garantire il diritto dei cittadini ad una salute in tempi certi. Un esempio per tutti: per l'intervento di protesi all'anca, che il Piano di contenimento prevedeva dovesse essere eseguito in un tempo massimo di 180 giorni, i cittadini possono aspettare anche 1080 giorni", si legge in una nota.

Il settore maggiormente interessato alle 'attese' è la diagnostica con il 51% delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23%, dagli interventi chirurgici (20%) e dalla riabilitazione (6%). In tutti i casi i cittadini segnalano in primo luogo l'impossibilità di aspettare i tempi del servizio sanitario pubblico.

"A rischio è la loro salute e troppo spesso sono costretti, e qualche volta anche invitati da medici/operatori, a rivolgersi al canale intramurario o privato per poter ottenere la prestazione in tempi rapidi. Un esempio: per un ecocardiogramma si aspettano 120 giorni nel canale pubblico, solo 10 in intramoenia. Resiste, infine, il fenomeno delle liste bloccate, vietate per legge: nel 5% delle segnalazioni riguarda le visite specialistiche e nel 2% gli esami diagnostici", conclude Cittadinanzattiva.