Be drastic, cut the plastic (Sii drastico, elimina la plastica)

Data di pubblicazione: 
Sabato 27 Marzo 2010
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Acque inquinate di Valentina Bucci

Negli ultimi anni film, libri, cartoni animati, canzoni e rassegne di ogni tipo parlano spesso e volentieri di quanto la nostra “civiltà” sia pericolosa e dannosa per l’ambiente. Non possiamo negare che tutte le critiche siano giuste e concrete, piuttosto dovremmo tutti prendere coscienza del fatto che il tempo in cui viviamo richiede dei cambiamenti da parte nostra e senza dubbio dobbiamo rivedere alcuni comportamenti e modi di fare del quotidiano, senza opporvi troppa resistenza.

Se proviamo a dare uno sguardo d’insieme a quello che facciamo e a come ci comportiamo certe volte possiamo notare con chiarezza quanto la follia guidi molte condotte umane. E’ fuori dubbio che spesso diamo i numeri, ad esempio, se ci riferiamo ad uno dei tanti aspetti dei nostri usi e costumi, ecco alcune cifre interessanti:

500 bilioni e 1 trilione
sono i sacchetti di plastica che consumiamo ogni anno in tutto il mondo
1%
è la quantità di sacchetti che viene riciclata
8 milioni
sono le libbre di sacchetti di plastica che finiscono in mare
200
è il numero di specie animali che muoiono per colpa dei sacchetti di plastica
(questi dati sono stati rilevati da enti ed agenzie internazionali che si occupano di tutela ambientale)

I sacchetti di plastica. Tutte le volte che facciamo la spesa ci capitano tra le mani, e dobbiamo pur raccogliere da qualche parte tutti i nostri acquisti, ma poi bisogna anche chiedersi che fine fanno questi oggetti? Anche se li consideriamo utili al momento della spesa, non possiamo fingerci ingenui sulle loro caratteristiche altamente inquinanti, e bisogna considerare invece altri aspetti legati al loro utilizzo, aspetti che spesso sfuggono al nostro controllo e di cui non siamo a conoscenza.

I sacchetti di plastica sono composti da polietilene, un termoplastico che si ottiene dal petrolio, l’elemento serial killer della nostra epoca. Questi prodotti, comodi ma per niente ecosostenibili, ci vengono venduti a poco o addirittura regalati, e sono ancora rare l’occasioni di ricevere sacchetti biodegradabili, il resto è inquinamento puro, e non solo, a conti fatti, costa meno produrne di nuovi che riciclare i vecchi, e questo spiega perché soltanto l’1% viene riciclato ed il resto diventa un rifiuto.

Oggi la situazione è questa, troviamo sacchetti sul fondo dei nostri mari (addirittura è l’elemento più presente), in strada, nei prati e nei parchi, praticamente ovunque. Nulla scompare e tutto si trasforma, da rifiuto della nostra società, questi prodotti si decompongono in particelle più piccole e minute ed altamente tossiche, e vengono ingerite da molte specie animali, soprattutto marine, ed alterano così la catena alimentare di molte creature. Altre volte uccelli, balene, delfini e tante altri se le ritrovano nei loro habitat, ci giocano, le ingeriscono, rimangono impigliati e spesso muoiono. Intanto potremmo chiederci come fare per evitare che tutto questo avvenga, e non è il caso di toglierci di dosso ogni minima responsabilità lasciando completamente ad altri la completa gestione ed il controllo del nostro ambiente, i nostri mari, la nostra vita, presente e futura.

Molti stati negli ultimi tempi hanno iniziato o stanno iniziando a vietare l’uso o la gratuità dei sacchetti nei supermercati e negozi come molte città degli Stati Uniti, Bangladesh, Cina, Irlanda, Rwanda, Israele, Canada, India dell’Ovest, Botswana, Kenya, Tanzania, Sud Africa, Taiwan e Singapore e aumenteranno ancora.
Anche in Europa già da diversi anni si pensa a delle soluzioni alternative per ridurne drasticamente il consumo, in particolare la direttiva europea EN 13432 proponeva delle scadenze precise e con l’ultimo governo Prodi era stato stabilito con il comma numero 1130 della Finanziaria 2007, di "giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l'asporto di merci". Brindisi e felicitazioni ma non è ancora stata attuata, a parte qualche soluzione strategica in cantiere presso alcune importanti catene di distribuzione.

Noi cittadini e cittadine non possiamo esimerci da ogni responsabilità perché le nostre azioni possono incidere e possono essere d’esempio per chi ci circonda.
“BE DRASTIC, CUT THE PLASTIC”, ossia SII DRASTICO, ELIMINA LA PLASTICA è il nuovo grido di battaglia promosso su numerosissimi blog ed iniziative in tutto il mondo, si è cercato addirittura di raccogliere firme per spingere i vari paesi a vietare l’utilizzo di sacchetti di plastica.

Possiamo agire queste buone idee attraverso i nostri gesti quotidiani, ad esempio evitando di fare sempre la spesa con i sacchetti di plastica e dotarci di sacchetti di tela che possiamo riutilizzare all’infinito (1 sacchetto al giorno per ogni persona fa 6 a settimana circa, 24 al mese, 288 l’anno, 22.176 in una vita media, 1.330.560.000.000 se 1 su 5 nel nostro paese evitare di utilizzare sacchetti di plastica, l’equivalente dell’inquinamento prodotto da 160 mila automobili, una città intera!)

Bisogna poi sviluppare nuove abitudini sugli acquisti, sull’organizzazione domestica in generale (acquistando ad esempio detergenti, prodotti per l’igiene e per la pulizia presso supermercati che ricaricano i nostri contenitori vuoti, senza comprarne sempre di nuovi e gettarli via), cercare di utilizzare meno cose usa e getta e più materiali riciclabili per conservare gli alimenti o trasportarli … poi sicuramente ci vuole raccolta differenziata!

Se con il boom economico ci hanno spinti lentamente ad avere l’atteggiamento più in linea con le strategie del mercato d’allora, acquistare- usare- gettare, oggi vediamo che questa modalità non è più adatta, anche se siamo ancora vittime di un sistema in cui riparare o riciclare costa di più che acquistare cose nuove, ed il prezzo di tutta questa geniale manovra stiamo iniziando a pagarlo piano piano… I sacchetti di plastica sparsi qua e là nei nostri prati, parchi e fondali marini non sono che un esempio, rappresentano soltanto una spiacevole conseguenza delle nostre azioni, con un impatto ambientale spaventoso! Sono molte le cose che dobbiamo migliorare in futuro, in fondo per ogni cosa è sempre e comunque una questione di “coscienza“!