Crisi USA: ora tocca alle banche centrali?

Data di pubblicazione: 
Martedì 30 Settembre 2008
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Un mappamondo di banconote La vicenda del collasso finanziario USA piomba come un fulmine a ciel sereno mettendo in grave crisi la fede verso il libero mercato e lasciando intravedere, in prospettiva, il pericolo concreto di gravi ripercussioni sull'economia reale a livello mondiale. Secondo molti osservatori ogni giorno di ritardo nell'approvazione del piano Bush non potrà far altro che peggiorare la situazione, peraltro già critica.

E se il no al piano di Paulson dovesse diventare definitivo, a salvare il sistema e l'economia dalla crisi ci penseranno le banche centrali?

Lindsey Piegza, di Ftn Financial, spiega che la bocciatura potrebbe essere vista come un segnale negativo per il mercato, che in tal modo vedrebbe il Congresso incapace di adottare un piano. L'esperto aggiunge che il forte calo degli indici americani segnala quanto il mercato contasse sul progetto.

Global Insight aggiunge che se il piano sarà definitivamente bocciato, toccherà alle banche centrali farsi carico di risolvere la crisi, i cui contorni sono sempre più mondiali.

Il segretario al Tesoro Henry Paulson si è detto fiducioso sulle potenzialità del piano da lui concepito ed ha quindi esortato a fare presto.
Per alcuni osservatori le autorità americane avrebbero errato a lasciare fallire la Lehman Brothers: il fallimento della banca d'affari avrebbe causato una serie di eventi a catena, accelerando un processo di svalutazione del capitale, che poi ha spinto l'amministrazione a dover varare in fretta un piano di salvataggio dell'intero sistema.

Certamente l'attuale crisi finanziaria sembra essere la miglior campagna elettorale per Barack Obama e potrebbe portare il candidato democratico alla Casa Bianca. Da quando il ministro del Tesoro Usa, Henry Paulson, ha deciso di far fallire Lehman Brothers, il 14 settenbre, Obama ha continuato a salire nei sondaggi mentre il rivale, il candidato repubblicano John McCain, continua a scendere e si trova adesso ai minimi relativi.