Disastro ambientale a Giugliano in Campania

Data di pubblicazione: 
Venerdì 13 Settembre 2013
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 C'è un pezzo di Campania che è morta per sempre, irrecuperabile, impossibile da bonificare. 20 chilometri quadrati che si estendono nell'area ex Resit di Giugliano, una delle 'capitali' della famigerata 'terra dei fuochi', dove si sta consumando il più grande disastro ambientale d'Italia. A dirlo è l'Istituto Superiore di Sanità (Iss), in un documento choc anticipato dal Mattino. Un'area grande 10 volte il Vomero, uno dei principali quartieri di Napoli, assassinata dall'ecomafia e delle connivenze politiche, che hanno reso possibile la creazione di un infinito numero di discariche. Il 20% del territorio di Giugliano viene considerato "a rischio", l'Iss considera fortemente inquinata tutta la zona che si estende da Villaricca fino al litorale Domiziano. Il livello di inquinamento "si estende nelle falde acquifere, per 2mila ettari".

Cosa è stato sversato nella zona? Di tutto, il pentito dei Casalesi Gaetano Vassallo ha parlato di 200mila tonnellate di sostanze tossiche, "roba che friggeva e squagliava le bottiglie di plastica". E il 'vilipendio di cadavere' di un'area già morta non si ferma, lo sversamento illecito continua ogni giorno.

"Realisticamente la bonifica appare impossibile. Per legge, infatti, bisognerebbe raccogliere tutti i materiali, rimuoverli e trasportarli altrove - spiega Mario De Biase, commissario del governo - Stesso discorso vale per le acque. Un'impresa proibitiva. Ciò che è invece necessario fare è la messa in sicurezza per fermare l'avanzata di percolato e biogas. Un obiettivo a cui stiamo lavorando senza sosta. E in parallelo bisogna pensare a una massiccia riconversione 'no food', sostituendo gli alberi da frutto con pioppi, boschi ed essenze arboree".

Senza dimenticare che, sempre a Giugliano, c'è la discarica di Taverna del Re, il 'cimitero' delle ecoballe: milioni di tonnellate di rifiuti destinati all'inceneritore di Acerra, ma che aspettano lì ormai da anni.

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