Ecuador: i giudici condannano la Chevron per l'inquinamento della foresta.

Data di pubblicazione: 
Lunedì 28 Febbraio 2011
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Inquinamento causato dal petrolio L'Ecuador condanna Chevron a pagare i danni per le estrazioni di petrolio nella Foresta Amazzonica
20 feb 2011No commentFinalmente all’inizio di questa settimana i Giudici Ecuadoregni hanno emesso la storica e tanto attesa sentenza contro il gigante petrolifero Chevron-Texaco, ordinando alla società di pagare 8,6 miliardi dollari e un altro 10% di tale somma come risarcimento all’associazione Amazon Defense Coalition per i danni provocati dall’inquinamento da idrocarburi nell’antica foresta amazzonica, nella parte nord-est di giuridizione per l”Ecuador.

La sentenza – una delle più grandi decisioni ambientali mai realizzate – è la vittoria sulla disputa del dramma che dura da 17 anni e coinvolge gli abitanti della foresta amazzonica come parte civile e la compagnia petrolifera statunitense come lesiva dei diritti umani e ambientali.
Inoltre il giudice ha anche detto che se Chevron non rilascerà pubbliche scuse entro 15 giorni dalla sentenza, la multa verrà raddoppiata.

Ma i segnali che arrivano da Chevron sembrano dimostrare che il colosso non è propenso a consegnare le scuse in tempi brevi. Chevron infatti si difende dicendo di aver acquisito la querela quando nel 2001 acquistò la Texaco e quest’ultima già nel 1964 aveva iniziato i lavori di estrazione petrolifera in Ecuador. In realtà per chi segue queste cose da anni sa bene che la Chevron non offre mai i massimi sistemi di sicurezza quando opera in vari luoghi mondiali per l’estrazione petrolifera e più volte le sono state negate possibilità di inizio operazioni di trivellazione  propio perchè non offriva tutti gli standart richiesti e soprattutto dimostrando sempre e comunque di mettere il guadagno al primo posto e di non avere rispetto per l’ambiente.

Probabilmente ha acquistato Texaco perchè era fatta della stessa pasta e magari perchè stavolta ha dovuto iniziare a pagare per i misfatti, in oriente si direbbe “karma“.
Fatto sta che la società ha sversato miliardi di galloni di “gasoline” nella regione ecuadoregna, causando la perdita di mezzi di sussistenza per la popolazione, notevoli problemi di salute a neonati e adulti e causando  1400 morti accertati.

Entrambe le parti sono più o meno d’accordo sulla premessa fondamentale che l’esplorazione petrolifera ha causato l’inquinamento nella foresta pluviale amazzonica, ma l’entità dell’inquinamento e la portata delle ripercussioni di tale inquinamento, e  quindi la misura in cui Chevron è responsabile per loro, è contestata. Texaco pagò 40 milioni di dollari al governo per aiutare la regione prima di lasciare l’Ecuador nel 1992 e la Chevron utilizza questo movente nei vari processi dicendo che Texaco ha pagato il suo debito.

Inoltre Chevron vorrebbe dimostrare che il processo legale in Ecuador è stato profondamente viziato, e che i tribunali ecuadoriani sono in collusione con i querelanti. La scorsa settimana, la Chevron ha presentato la sua causa proprio contro i ricorrenti negli Stati Uniti per estorsione e la manipolazione del sistema giuridico in Ecuador. Un portavoce della Chevron ha riportato che la società non ha alcuna intenzione di pagare i danni e impugnerà la decisione nel sistema giuridico ecuadoriano. Robe da matti…dato che l’impressione internazionale è proprio che Chevron volesse “corrompere” e non ci sia riuscita.