ITALIA NOSTRA dice NO alla discarica della Falcognana

Data di pubblicazione: 
Venerdì 09 Agosto 2013
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No alla discarica nella storica tenuta della Falcognana, situata dal 2010 nel vincolo paesaggistico dal ministro dei beni culturali Bondi. Occorre ribadire: basta continuare a distruggere l’agro romano con il cemento, con discariche e impianti inquinanti. Italia Nostra si opporrà decisamente alla decisione di localizzare una discarica di rifiuti nella cava della Soc. Ecofer  nella tenuta storica della Falcognana. Nello studio del 1984 per il Parco dell’Appia Antica dell’Arch. Vittoria Calzolari la tenuta veniva indicata  come area contigua da tutelare al pari del parco. Il Ministro dei Beni Culturali, Bondi, il 25 gennaio 2010 ha vincolato con “Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico” (DNIP) il comprensorio dell’Agro tra la  via Ardeatina e la via Laurentina,

applicando (primo caso in Italia) l’art. 136 del Codice dei Beni e del Paesaggio per “salvaguardare i beni costitutivi del caratteristico paesaggio identitario dell’Agro, tuttora non assoggettati ad irreversibili trasformazioni urbanistiche”. Certamente una discarica di rifiuti rappresenta una pesantissima trasformazione ambientale che provocherà irreversibili interventi urbanistici in quel territorio oltre che creare gravi problemi alla vita quotidiana degli abitanti. Bisognerà allargare la via Ardeatina per fare passare i camion dei rifiuti ? E la via Ardeatina finora era tutelata. Sorgeranno impianti e strutture a servizio della discarica che modificheranno le visuali. Quale danno avranno le tante aziende agricole esistenti? E’ compatibile una discarica di rifiuti con i suoi profumi vicino al Santuario del Divino Amore? A parte queste considerazioni diventa poi essenziale che tutti i
cittadini non solo gli abitanti delle zone interessate direttamente possono conoscere subito tutte le documentazioni oggi disponibili. Italia Nostra interverrà presso la Regione Lazio che dovrebbe decidersi finalmente a fare rispettare le tutele paesaggistiche del suo territorio e inoltre chiederà al
Ministero dei Beni Culturali di opporsi a questa ennesima compromissione di un territorio vincolato."