La corsa all'oro nel far west dell'economia moderna.

Data di pubblicazione: 
Domenica 14 Ottobre 2012
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

di Paolo Pellicciari 

La “Corsa all'Oro” è similare con “l'Oro alla Patria”. “L'Oro alla Patria” è stato uno “slogan” coniato durante il fascismo. Le condizioni economiche dell'Italia richiedettero un intervento straordinario, tanto che si decise di ricorrere alla richiesta di oro ai cittadini. Così si organizzo' per il 18 dicembre del 1935, una manifestazione nazionale voluta dal regime fascista. Il regime chiamò gli italiani a dare l'oro alla Patria.

La manifestazione denominata Oro alla Patria consisteva nel dono “volontario” da parte delle famiglie italiane di oggetti d'oro per consentire all'Italia di superare le difficoltà dovute alle sanzioni. Gli storici ci fanno sapere che il Regno d'Italia progettasse l'invasione del Corno d'Africa già dal 1925. Avendo infranto il XVI articolo della Società delle Nazioni il 18 novembre dello stesso anno le Nazioni aderenti approvarono un pacchetto di sanzioni come ritorsione.

Le sanzioni non furono efficaci in quanto moltissime nazioni non facevano parte della “Società” come la Germania e tante altre Nazioni non tennero conto del provvedimento, anche perché c'erano dei limiti sanzionatori che non prevedevano limitazioni nel commercio delle materie prime importanti come il petrolio.

La cerimonia di consegna avvenne all'Altare della Patria a Roma catalizzando molti italiani che donarono la fede nuziale, ricevendo in cambio una fede di “ferro” con all'interno la scritta “Oro alla Patria”. La giornata dell' “Oro alla Patria” riscosse un notevole successo tanto da raccogliere 37 tonnellate d'oro e 115 d'argento. Con la donazione dell'oro gli Italiani condivisero il massimo consenso nei confronti del Fascismo.

Molti personaggi autorevoli del tempo fecero la loro donazione, la Regina Elena dono' la propria fede, il re dei lingotti d'oro, il principe Umberto il Collare dell'Annunziata, anche Guglielmo Marconi donò la fede e la medaglia da senatore, Luigi Pirandello la medaglia del Premio Nobel , e Gabriele D'Annunzio la fede e una cassa d'oro. Tutto l'oro raccolto venne inviato alla Zecca dello Stato come patrimonio nazionale.

E oggi? Da nessuno si sente gridare “Oro alla Patria”, eppure, stiamo assistendo ad un proliferare di negozi con la scritta “Compro Oro” praticando un'attività speculativa a causa dalla crisi che sta portando gli italiani alla disperazione. Durante il fascismo la raccolta d'oro era dovuta ai venti di guerra che spiravano soprattutto in Africa. Eppure oggi non stiamo in guerra, non si sentono tuonare i cannoni, ne il rumore degli aerei bombardieri, insomma, che sta succedendo? Perché la gente è così disperata tanto da vendersi i loro gioielli, spesso intrisi di ricordi familiari?

E' evidente che stiamo vivendo un periodo “parabellico” che sta portando l'Italia alla “catastrofe” economica. Basta leggere i dati I.S.T.A.T sul calo della produzione industriale, negli ultimi anni. Un calo che si presenta sconvolgente nelle percentuali. Un calo produttivo  che potrebbe essere paragonato a quello di una nazione in guerra, con una infinità di fabbriche “distrutte” dai “bombardamenti”, e dalle “squadre di guastatori” di un esercito invisibile. Allora chi è il nemico? Dove sta il “nemico” invisibile che sta portando i popoli occidentali alla fame? Che fosse cambiato l'abbigliamento dei nuovi “generali”? “Generali” vestiti con “marsina, monocolo e cilindro”, come vestivano i banchieri di una volta. Il nuovo esercito “armato” di “debito pubblico” che opera senza confini e territori, ma fa razzia di beni mobili e immobili costringendo anche i piccoli proprietari alla fame e alla disperazione in onor di “Dio Denaro”.

Resto sbigottito dall'inerzia della classe politica. Come resto incredulo e sbigottito, per i “complimenti” che da più parti provengono al nostro Presidente del Consiglio il quale, con la scusa del rigore, sta conducendo il “popolo italiano” alla “fame ed alla disperazione”. Certo i “complimenti sono meritati”, le Banche sono esenti dal pagamento dell'IMU, Conti Correnti obbligatori, e pagamenti con la “Carta di Credito” (3% ad operazione) un bel “colpo”. Sarebbero stati degli ingrati se non si fossero “complimentati”!

Il mio manifesto sbigottimento, rimane una voce nel deserto, nonostante l'I.S.T.A.T evidenziava che il calo delle ore lavorate fosse il peggior dato dai primi anni dal 1991 (Anno in cui si decise l'alienazione del patrimonio industriale dell'I.R.I.). Anche i TG non danno il risalto necessario alla notizie riguardanti l'economia, che vede protagonisti i cittadini. Sentiamo echi provenienti da altre nazioni, di sommosse, di cariche della polizia contro manifestanti che stanno reclamando il posto di lavoro e una vita dignitosa. A quanto pare, in Italia, la situazione economica ha generato circa 4 milioni di disoccupati, mentre in Europa sembra siano 23 milioni, un dato, intollerabile ed insostenibile per le esigenze di vita.

Ma fino a quando? Vediamo le file di neo poveri, nei punti di ristoro della Caritas, piccoli imprenditori ridotti allo stato di “barboni”, senza più famiglia, senza più niente, molti sacrificano la loro vita a causa della “guerra”. Mentre succede questo, leggiamo e ascoltiamo notizie terrificanti sulla “questione morale” di molti “politici” che operano sotto “l'ombrello” della politica che sono oggetto d'indagine da parte dell'autorità giudiziaria. Per questo trovo sconcertante attuare l'oppressione fiscale con il “pugno di ferro” nei confronti dei cittadini costretti a vendere anche l'oro di famiglia per vivere. Come dire a loro la “Finanza” e ai cittadini la “Guardia di Finanza”. Tornando alla “corsa all'oro”, nella fattispecie quello “acquistato” non diventa patrimonio dello Stato, ma di qualche o più “speculatori” che senza “apparente” controllo acquistano oro a volte anche in modo “truffaldino”. “Striscia la Notizia” mise in guardia i telespettatori evidenziando alcune storture nel peso e nelle valutazioni dell'oro da parte di alcuni “esercenti disonesti”. Durante il fascismo si rastrellarono 37 tonnellate d'oro, e 115 d'argento, solo con le “fedi”, mentre oggi, quale è la quantità della “raccolta”? Quale sarà la “stazione” o le “stazioni” d'arrivo dell'oro raccolto?